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"Uguali e Diversi" è un itinerario
fotografico che vede coinvolti otto fotografi legati dal tema delle
diversità - sociali e culturali - che, spesso, anziché incuriosire e
avvicinare gli uomini, finiscono per allontanarli e tracciare solchi
profondi e discriminatori tra i popoli e, sovente, tra persone appartenenti
alle stesse comunità.
In "Uguali e Diversi" alcune di queste
"diversità" vengono analizzate nel tentativo di suscitare rispetto per
"l'altro".
La caduta del muro di Berlino ha provocato molti cambiamenti nell'assetto
geopolitico del mondo: ha fatto crollare dittature crudeli, aperto frontiere,
allargato mercati economici, ma anche generato guerre, occidentalizzato
paesi non ancora pronti a quel tipo di vita e avviato l'esodo in altre
nazioni di milioni di persone in fuga dalla guerra o, più semplicemente,
alla ricerca del soddisfacimento dei loro bisogni primari di sopravvivenza.
Andrey Deyneko, Massimo
Cacciapuoti e Angela Maione
ci raccontano ognuno un aspetto di questo cambiamento.
Andrey Deyneko, di origine ucraina,
ci mostra alcune immagini del lungo conflitto ceceno, alcune realtà
sociali in Russia e un breve spaccato di vita della Corea del Nord.
Massimo Cacciapuoti ci riconduce al
ricordo dei primi approdi dei profughi albanesi in Italia. Migliaia
di persone ammassate su vecchie navi, affamati, stanchi, e senza risorse
tranne la speranza di ricostruirsi una nuova vita nei paesi occidentali.
Angela Maione sofferma il suo occhio
fotografico sul rione Terra di Pozzuoli. Il quartiere puteolano (sfollato
e abbandonato dagli abitanti alla fine degli anni '70 a causa del bradisismo)
in queste foto riprende vita e diventa dimora precaria - ma magica -
di un gruppo di nomadi della Repubblica Ceca.
Con Aniello Barone (che inaugura la
rassegna) e Stefano Cardone, l'attenzione
si sposta verso popoli lontani, diversi per natura sociale e politica.
Aniello Barone ci regala un reportage
sul popolo Sahrawi, cacciato dalle proprie città dall'esercito marocchino,
che attualmente vive in enormi tendopoli allestite nel deserto del Sahara.
Là, i Sahrawi, alla stregua dei Curdi e dei Palestinesi, vivono in condizioni
disagevoli e tentano di affermare la propria identità di popolo e di
esseri umani.
Stefano Cardone ci regala venti ritratti
indiani scattati sullo sfondo di un vecchio muro nei dintorni di un
lebbrosario di Calcutta. In questi ritratti, quasi una documentazione
umana di "tipi", si leggono, oltre la differenza fisionomica, le condizioni
di vita sociale e culturale dei poveri dell'India.
Pino Miraglia ci riporta, invece, all'interno
delle nostre società occidentali andando a indagare l'anziano, la sua
solitudine negli enormi spazi urbani, la lentezza del fare quotidiano,
il faticoso cammino finale della vita, la perdita di parte della memoria
collettiva.
Fabio Donato e Lucia
Patalano, infine, ci conducono all'interno delle carceri. Il
primo nel carcere minorile di Nisida, oggi diventato istituto di recupero,
la seconda alla ricerca di tracce e segni della memoria nell'ormai dismesso
carcere a vita di Procida.
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