Corpi musicali di Pino Miraglia

Spalti del Maschio Angioino
dal 15 Luglio al 10 Agosto 2002

 
Ho visto anche i roadies essere felici
di Federico Vacalebre

Dietro il concerto, prima del concerto, dopo il concerto. Altro che arte, altro che ispirazione: montare e smontare, sudare, scattare, presto, presto, presto…
Sotto il palco. La felicità di una ragazza che fa l'amore con gli occhi, lo sguardo perso di chi s'è perso, nella musica come nella vita.
Fronte del palco. I soldati roadies, tecnici, musicisti, cameraman, persino artisti, tutti sotto l'unica bandiera: io speriamo che me la cavo.
Nemmeno nei tatuaggi ostentati dei Red Hot Chili Peppers o nell'afrore sexy e orgogliosamente nero di Lenny Kravitz, Pino Miraglia vede la star, convinto com'è di dover inseguire altre storie, altre vite, un altro tipo di teatro dell'assurdo umano che lo spinge a mettere in mostra - tra volti di superstar - il viso, peraltro irriconoscibile, della cantante di un piccolo gruppo che non c'è più.
Eppure, nella sagoma di spalle, e comunque inconfondibile, di Raiz c'è il racconto della Napoli che assaltò il cielo ed osò il rinascimento. Io quelle notti c'ero e ho visto anche i roadies essere felici, ma con le parole ho raccontato Raiz, gli Almamegretta e noi fiori felici con loro. Pino Miraglia ha saputo raccontare anche i roadies e tutto il popolo del fronte del palco: sopra e sotto, prima e dopo, col sole e con la luna.