Viandante

di Fabio Donato

"…l’inconscio ottico indica, appunto, la discontinuità del passo, l’incrinatura pur minima che sfiora la superficie rilucente delle cose, la pulsione che fa deviare la natura e inquieta il reale.
L’inconscio ottico segna quella soglia – il passaggio – tra il reale e l’artificiale, tra la natura e il linguaggio, la fotografia come costruzione di linguaggio."
Angelo Trimarco

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